10/07/2009
Un Caffè
Un caffè
Mi svegliai con la netta sensazione di essere stata sfiorata da una mano leggera. La stanza era buia e le tapparelle ben serrate lasciavano trapelare ben poco, mi allungai cercando l’interruttore del lume sul comodino, ma nulla.
Sicuramente il temporale, che durante la notte si era abbattuto sulla città, aveva mandato in tilt l’impianto elettrico.
Al solito le luci di emergenza non erano entrate in funzione, mi arrabbiai mentalmente con la mia proverbiale pigrizia che non mi aveva fatto controllare l’efficienza del lavoro svolto dal tecnico.
Mi era bastato sentirgli dire – Signurì, tutto a posto, potete stare tranquilla! -
Avevo da poco passato gli anta, per cui toccata nella mia vanità…
Ancora mi sentii sfiorata, un brivido mi percosse tutta, non era paura ma stupore e curiosità, era come se quella mano mi incitasse ad alzarmi.
Vinsi le ultime titubanze e con uno strattone sollevai le coperte, era fatta.
Inciampai nel libro buttato sul pavimento la sera prima, compagno fedele delle mie notti insonni, - Cribbio! Il disordine non paga! -
Ma si sa, pigrizia e disordine vanno di pari passo. – Che osservazioni profonde di prima mattina! –
Per evitare che il mio cervello andasse in tilt, con altre considerazioni di questo tipo, concentrai la mia attenzione sul motivo che mi aveva fatto svegliare, andai quindi verso la finestra e finalmente fu luce, mi stiracchiai e decisi di fare un giro di perlustrazione, - Possibile che quella mano fosse frutto di un sogno? - Due secondi ed oplà, nulla di che.
Occupavo l’appartamento lasciatomi in eredità dai miei, molto dell’arredo anni 50 me li ricordava, un po’ per scelta, un po’ perché avevo rimandato sempre il momento di disfarmene.
Questo faceva sì che la mia abitazione assomigliasse ad un bazar e che ,in fondo, rispecchiasse molto del mio modo di essere, imprevedibile.
Riflessiva, emotiva, con una vena di malinconia, all’improvviso mi trasformavo in una donna del nostro tempo, dinamica e propositiva.
Velocemente mi lavai e spazzolai i capelli, infilai i soliti jeans e maglietta e in un attimo fui fuori.
Del resto la sola cosa che avevo in mente era il desiderio di un caffè, ma non quello anonimo della mia cucina, bensì del mio bar preferito “Il Bar dell’Opera”, sorrisi a quel pensiero, visto che non ci tornavo da immemorabile tempo, in parole povere, da una vita!
Quel bar faceva parte del ricordo di un tempo felice, dove il caffè era l’occasione per stare insieme agli amici, ridere spensierati, giocare con le parole, prendersi in giro, incazzarsi e far pace in un baleno, parlare di politica perché no, ma così senza troppa convinzione, destra, sinistra, centro, non era importante, ciò che importava era il confronto e quella calda tazzina di caffè fra le mani.
Il bar non era molto lontano, circa 15 minuti di passo veloce e sarei stata lì, ero ansiosa, curiosa, unica sicurezza quella mano che sentivo ancora posata sulla mia spalla.
Ora ero tranquilla, arrivata in prossimità del bar l’aroma della desiderata bevanda mi avvolse, la porta a vetri lasciava intravedere gli avventori, uomini e donne di ogni età con un’unica prerogativa in comune, la fretta.
Entrai.
La sensazione che ne ebbi fu quella di una moderna sinfonia fatta di voci, trilli di cellulari impazziti, tintinnii di tazzine e cucchiaini, dove spiccava l’assolo del barman – Caffè pronto per i Signori! –
All’interno l’arredo era rimasto lo stesso, c’era ancora il bancone in radica di noce con il piano in marmo nero che faceva bella mostra di sé, sulla parete di fronte la bacheca con foto e autografi di personaggi di rilievo che negli anni avevano frequentato il bar e gustato il caffè preparato da “Ciccio”.
Mi avvicinai alla cassa – Un caffè e…potrei prenderlo nella saletta? –
La ragazza addetta al servizio mi dette un’occhiata e fra l’incuriosito e lo stupito disse – Prego! Se a lei non dispiace quella accozzaglia di ventenni scalmanati, c’è ancora qualche tavolino libero. -
Accennai un sorriso e mi diressi verso la saletta, non prima però di informarmi come e quando avessero rilevato il locale di Ciccio Di Bello.
La ragazza con un tono di voce che senza dubbio tradiva un grande orgoglio disse:
- Signora, io sono sua nipote, quando il nonno ha passato a me la conduzione del locale si è fatto promettere che avrei mantenuto integro il suo interno, affinché il cliente si sentisse
sempre a casa, – continuando.. - Lei cosa ne pensa? -
Mi accomodai cercando di assumere un atteggiamento il più naturale possibile, ma riproponendomi di riflettere e rispondere con calma.
I ragazzi presi nei loro discorsi, intenti a scambiarsi c.d. e pacche sulle spalle non fecero caso a me, mentre un signore, dall’apparente mia stessa età, sollevò il capo distogliendo lo sguardo dal quotidiano aperto alla pagina sportiva e mi si rivolse dicendo: - - Mai stata qui? Io sono un abitudinario, sono trent’anni che ogni giorno vi ritorno nella speranza di ritrovare un’amica -.
Lo guardai incuriosita, se davvero così fosse stato avrei dovuto riconoscerlo, trent’anni prima praticamente ci vivevo in quel bar.
- Piacere, Marco – e allungò la mano verso di me – Piacere! Al contrario, io manco da allora. – Il solito pappagallo da strapazzo, – pensai.
Non ero certo lì per fare amicizia con nessuno, ma forse i miei occhi tradivano la solitudine che mi portavo dentro.
Decisi che sarebbe stato meglio ignorarlo e farmi credere oltremodo impegnata.
Trafficai nella borsa, presi il cellulare e chiamai Loredana, la ragazza che si occupava
del mio negozio di arredamento in mia assenza.
In effetti, di cose da fare ne avevo, ma tutto poteva aspettare.
Dovevo riprendere le redini della mia vita.
Finalmente mi ero presa un periodo di meritata vacanza, era passato oltre un anno da quando avevo chiuso il capitolo matrimonio, era stata una scelta fatta in assoluta serenità, senza troppi traumi.
In fondo non avevamo figli, svolgevamo due attività indipendenti e soprattutto, per tutti questi anni, avevo continuato ad usare la casa dei miei genitori come luogo di studio per i miei progetti di lavoro e, cosa essenziale, come fosse una specie di oasi di pace dove ritrovare le mie radici.
Non era stato perciò difficile tornare a vivere lì stabilmente.
Presi l’agenda e cominciai a stilare un elenco delle priorità, sollevai gli occhi e Marco mi fissava.
IL SUO SGUARDO MI INNERVOSIVA!!!.
Meccanicamente presi il pacchetto delle sigarette e stavo per accendermene una quando mi ricordai del divieto.
Tutto era contro di me, Marco accennò un sorriso, in quel momento lo odiai, era la tipica
espressione del fumatore che aveva smesso e provava un sottile piacere a osservare il disagio di chi il vizio non lo aveva perso ed ero in piena crisi di astinenza.
Cercai di giustificarmi, - Ho smesso, ma ogni tanto mi piace far finta di accenderne una. -
Ringraziai di avere una carnagione scura, questo faceva sì che il rosso fuoco, dovuto alla menzogna, non accendesse le mie gote, non avevo mai imparato a mentire e tra l’altro non sapevo bene qual era il motivo per cui lo stavo facendo.
- Sì.. QUEL UOMO MI INNERVOSIVA! - Chi era? Che ci faceva seduto lì a quell’ora in tutta tranquillità? –
Decisi di giocare a capirne di più.
Calzava un paio di mocassini neri per cui pensai che sicuramente amava la comodità o che faceva lunghi percorsi a piedi, - forse era un agente di commercio? –
L’abito grigio chiaro era di buona fattura e la camicia poi che sembrava essere stata scelta per far pandan con i suoi occhi azzurri, mi facevano pensare ad una persona di buon gusto.
Le mani erano curate, non portava la fede…
- forse era un medico? Uhm! No, non poteva, il tipo di borsa che aveva posato sulla sedia al suo fianco me lo faceva escludere.
Brancolavo nel buio!
– Età? –
I capelli tutti bianchi ed un paio di baffi sale e pepe non potevano darmi indicazioni, forse 50…
- Ma come ti chiami? Non me lo hai detto? –
Sobbalzai, mi sentivo come un bimbo pescato con le mani nella marmellata.
- Solitamente non mi chiamo, sono gli altri a farlo! –
Lui posò il giornale e.. – Se pensi che ci stia provando…era solo per scambiare due chiacchiere, in fondo io..ehm!! Te l’ho detto!-
- Senti bello, non sono abituata a dare le mie generalità agli estranei e poi ehm! Cosa? -
- E’ che…
- Che…che….- incalzai.
- Nulla, nulla –
- E no! Non puoi dirmi nulla, che modo di agire è questo? –
- Ok, mi ricordi qualcuno, una persona conosciuta tanto tempo fa - e così facendo strinse le labbra.
- Non era possibile, quella smorfia, che tenerezza! La sensazione provata era la stessa della mano, ero davvero sconvolta, sgranai gli occhi, - ma chi era? -
Fummo interrotti dall’arrivo provvidenziale della cameriera che chiese – Caffè? –
All’unisono rispondemmo – Caffè in tazza calda, grazie! –
Scoppiammo in una fragorosa risata, il tempo sembrò fare un salto all’indietro e aggiunsi – Sono Mirella Santamato e Marco Tavolati, giusto? –
Per non so quale strano gioco del destino il mancato caffè di trentenni prima, oggi ci aveva riuniti.
L’anonima mano si era materializzata in quella di Marco che ora stringeva la mia con tenerezza incredibile ed in un attimo lo smarrimento e la solitudine che avevano contraddistinto la mia vita scomparve.
All’arrivo dei caffè dissi – Signorina, alla sua domanda rispondo ora, penso di essere finalmente a Casa! -
Odristella
15:19 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Pensieri
Pensieri
Vorrei poter dire che va tutto bene,
che tutto fila liscio come l'olio,
ma non è così, tutto va a rotoli.
Allora diventiamo palle e all’occorrenza cubi,
per rallentare la nostra corsa.
Lasciamoci rotolare e sballottare a destra e a manca,
prima o poi un porto sicuro arriverà anche per noi e
l’inquietudine che ci attanaglia si placherà.
Odristella
14:39 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Non lo saprà mai
Non lo saprà mai
- Ciao, m o f? -
All’improvviso si è aperta una finestra e questa domanda imperativa mi lascia perplessa.
M’innervosisco, ma rispondo – sono una donna - e continuo dicendogli che - francamente, una domanda così implica di sicuro un cattivo approccio. - Dall’altra parte uno smile ed un timido – scusa, sono da poco in chat e non tutti hanno nickname rispondenti al loro sesso, - gli rispondo - ok, solitamente non parlo in pvt, ma posso darti dieci minuti per farmi cambiare idea: interessi particolari, hobby o semplicemente raccontami del perché sei in chat. -
- Avevo bisogno di comunicare con qualcuno, mi sento solo, - gli rispondo - la chat può in qualche modo aiutare, a sentirsi meno soli, ma ha anche risvolti negativi, non bisognerebbe mai prendere per oro colato ciò che viene scritto, perciò forse è meglio mantenersi sul generale per evitare delusioni o coinvolgimenti. –
- Hai ragione, scusami se ti ho disturbato, ciao! - Ehiiiii! - Lo rincorro con la tastiera, -aspetta non andare, era solo un consiglio spassionato - il nick scompare, io mi sento un verme. Resto ferma davanti al monitor, forse se fossi stata meno razionale avrei potuto rendergli meno dura la sua solitudine, non so nulla di lui, come fare a rintracciarlo?
Un nick anonimo ha lasciato dentro di me un segno, peccato che lui non lo saprà mai.
Odristella
14:21 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
07/10/2008
A te
Una telefonata, quasi per caso.
Un numero composto per un motivo banale, ed eccoti di nuovo nella mia vita.
Tutto come se il tempo si fosse fermato.
Come se mai avessimo smesso di confidarci e sussurrarci le nostre emozioni di donne bambine.
Donne mai cresciute, in fondo.
Pronto! Ed è tutto come prima, complicità, fratellanza, comprensione oltre le parole.
Sei tu cara amica mai dimenticata, mai messa in disparte.
Parlare con te è ed è stato sempre come specchiarsi.
Nessuna spiegazione o corollario o quel intercalare che spesso capita fra chi poco sa e comprende; "giuro, che è vero!"
Quante volte lo abbiamo ripetuto scorgendo il dubbio nel nostro interlocutore.
Tu, io non abbiamo bisogno di conferme, tu sei me ed io te.
A te che il percorso di vita ti ha tenuta lontana, ma non per questo meno presente.
A te dolce amica che bastano poche parole a farti dire:
Vediamoci presto, ho voglia di abbracciarti e di guardarti negli occhi.
Ti voglio bene, amica mia; era ieri ora è già domani.
Odristella
09:27 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
11/03/2008
La tua agenda
La tua agenda è come se fosse un credo,
il prolungamento della tua mente contorta,
fattelo dire.
Un giorno a caso del 2001,
ma potrebbe essere anche del 2021:
Spesa 30 euro, giornale 2, moglie 10, benzina 20.
Telefonato a Giovanni, parlato con Filippo.
Domani pagare bolletta ENEL.
Fin qui nulla di “anormale”, ma poi c’è il seguito:
Incontrato Luigi (non lo vedevo da tempo).
Oggi lei era nervosa, è uscita alle 18, senza dire dove.
E’ tornata alle 18:30.
Non ha voluto cenare, non aveva fame.
Alle 20 partita del Milan.
Mi sono dimenticato di chiamare il geometra,
chiamarlo domani verso le 16,
se non c’è, lasciare un messaggio alla sua segretaria.
La tua agenda, secondo me,
è una specie di raffigurazione della tua ossessione,
la tua voglia di eliminare ogni emozione.
Scrivi qui tutto e niente, facci caso.
Che senso hanno tutte queste annotazioni
se non quello di parlarti delle tue insicurezze?
Scrivi qui, ti sembra di essere un re
e che il tuo mondo, di uomo piccolo borghese, sia sotto controllo.
Nulla è lasciato al caso.
La tua agenda la odio.
E’ così perfetta da testimoniare la tua imperfezione.
A volte, ci ho pensato e mi sono detta:
Scrivi, scrivi tanto chi la legge?
Mo cancello con il bianchetto,
o la nascondo solo per qualche giorno.
Ti confesso che se ci penso, mi sento già meglio.
Vederti smarrito a girar per casa,
a rovistare nell’auto e nei cassetti,
chiedere ai colleghi ed infine cedere.
Embè! Rido di sadica soddisfazione.
La tua agenda la odio non è un segreto!
Fosse stata una tua amante,
avrei paura di essere accusata della sua scomparsa,
ma la tua agenda è solo carta straccia.
Fattene una ragione!
Odristella
09:50 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
09/02/2008
Era un giorno come tanti (seconda parte)
Era un giorno come tanti by Odri
Sto un po’ a pensare, mi butto nella chat, oppure resto a guardare?Non ho idea del perché gli altri lo fanno, posso dire che ho iniziato così, in sordina, inserendo le mie opinioni in un forum. Ho scoperto così che c’era chi leggeva e rispondeva ai miei post. Simpatico però! Quante volte mi ero detta << gliela faccio vedè io sta storia com’è! >> Ora potevo, qualcuno da chissà dove, mi avrebbe risposto, condiviso o contestato il mio pensiero. Devo dire che il periodo in cui è capitata quest’avventura, non era per me fra i migliori. Onestamente, non è che sia cambiato molto, ma la chat…tutta altra cosa! E’ la mia piccola trasgressione di vita, il mio spazio, il mio Bar dell’Angolo. Senza muovermi da casa, ecco aprirsi il mio mondo parallelo, fatto di storie, vite più o meno simili, magari di bugie macroscopiche o semplicemente di sdolcinati baci. Che importa, quello che importa e che rido, a volte, lo confesso, ho anche pianto e mi sono inviperita per la stupidità dei presenti, ma poi ci sono tornata ancora ed ancora. Quasi non mi pare vero, se penso a quando le prime volte me ne parlava la mia cucciola (uhè…non è che sia proprio cucciola, ma è lei che mi ha raccontato per la prima volta della chat). Si divertiva con i compagni a collegarsi e a darsi identità diverse, ora da donna mangiatrice di uomini, ora da maschio ringalluzzito e via a ridere da matti! Avevo risposto, a queste descrizioni, con non celata preoccupazione, mi ero raccomandata con lei << non prendere in giro la gente…, attenta a non dare i tuoi dati, etc..>> Lei con quel sorriso da carognetta svezzata a pane e personal computer si era limitata a dirmi << mamma….ma dai!!! >> Ritornando a me, in tutto questo tempo, e sono passati anni, ho “conosciuto” gente di ogni genere, il mio indirizzo mail man mano si è andato arricchendo di nomi e numeri di telefono, le storie si sono intrecciate, e perfino ho visto nascere amori veri. Dicono che ci si può innamorare qui. Io dico che la parola, anche se solo scritta, ha un enorme potere e qui i rapporti nascono al contrario. Mi spiego, quando conosci una persona, inevitabilmente, sei portato a sceglierla nel mucchio per il suo modo di porsi, il fattore estetico ha massima rilevanza, guardi come si veste, come gesticola, come si esprime, anche il tono della voce ha il suo perché, poi da buon animale a due zampe annusi il suo profumo. Solo allora scatta la scelta, abbassi la guardia e sorridi all’interlocutore e passi così dal sentire, all’ascoltare . Il tutto avviene in pochi secondi, ma AVVIENE. Convenite? Qui tutto s’inverte necessariamente devi prestare attenzione a quel che si dice e sviluppare un senso forse dimenticato, l’intuizione della scelta dell’anima. Il leggere fra le righe e fra le parole anche se non scritte. Ora credo sia opportuno dirvi del perché di questo mio racconto, qualcuno, penso possa trovarlo banale e scontato. Un gioco, una specie di gioco nato appunto in chat, fra Me e Tk raccontare al navigatore occasionale come e perché sono qui. Molti si riconosceranno, altri di sicuro dissentiranno, lo scopo non è avere conferme, ma semplicemente raccontare. (seconda parte)
00:10 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
04/02/2008
Era un giorno come tanti (prima parte)
Era un giorno come tanti by Odri
Era un giorno come tanti, forse solo con un po’ di noia in più. Da tempo, ormai, non mi sentivo più in sintonia con il resto del mondo. A dire la verità, per mondo intendo il mio piccolo mondo fatto di persone con le quali dialogavo con semplici sì e no e soprattutto cercavo uno spazio tutto mio. Mille numeri in elenco, database da modificare, il lavoro che facevo era estremamente palloso ed ancora una volta mi portava a stare sola con me stessa.OK!!! Il lavoro incombe, devo assolutamente sapere che dice il Dlg in materia di ricevute d’acconto. Mi collego, bla bla bla…..uhè! Ne so meno di prima! Difficile orientarsi in tutta questa marea di informazioni. Cribbio!! Sorrido, ha ragione il Berluska, bisogna snellire! Non mi resta che attendere conferme dal commercialista, salvo il lavoro e continuo a navigare. Community, che è? Sarà per caso una comunità per tossici? Scoprirò in seguito che non ci sono andata molto lontana, in fondo si diventa tossicodipendenti della rete. Chissà se mi vedono così i miei amici della chat. Chatter = schizzato della videoscrittura. Ovvio che queste sono considerazioni a posteriori, ai tempi non sapevo. Con curiosità mi avventuro. Un indirizzo di posta l’ho, per cui, mi basta darmi un Nick. Provo il primo, secondo, terzo, quarto….sto per gettare la spugna arrendendomi al fatto che forse ho poca fantasia, quando un messaggio: Ciao…..benvenuta nella Community di Virgilio. Eureka!!! Non ci posso credere ha accettato il mio nick. Vabbè, per la verità non ho detto proprio così, ma Cazzo!!! Come direbbe una mia amica di sinistra: bisogna dare il nome giusto ad ogni cosa senza trincerarsi dietro a giri di parole. In questo caso ha proprio ragione, anche perché non essendo Archimede ed essendo un attimino più giovane, va bene così: Cazzo! Cazzo! Cazzo! (fine prima parte)
Era un giorno come tanti by Tk
La vita scorreva lenta, tutto sembrava lento, la cosa più devastante era l’impressione che quel mondo avvolto da una fitta noia, mi stesse inghiottendo. L’inquietudine stava prendendo il sopravvento. Non avrei fatto nulla per invertire l’inesorabile rotta che mi conduceva su di una spiaggia che non sentivo mia, che non avevo scelto. Volevo il mare, volevo la magia del vento, sentirlo soffiare prepotentemente sulle mie vele, senza sapere dove mi avrebbe condotto la corrente, volevo tentare, non volevo morire nella banalità quotidiana fatta di terra ferma dove puoi solo sognare il mare. Furono questi pensieri a portarmi, una sera, una di quelle sere tediose d’inverno, dove la nebbia è talmente fitta che a fatica riesci a vedere il tuo respiro prendere forma, che decisi di fare qualcosa. Quel non so che, che avrebbe potuto darmi sollievo, sia pure temporaneo. Non pensavo più ad una soluzione radicale, ai miei dissapori, mi sarei accontentato di qualche pillola. Accesi il pc cercando un sito di low cost. L’idea balenatami era quella di un viaggio, non era importante il dove, ma il tempo, Doveva essere ORA!!! Passavo in rapida successione da un’offerta all’altra, precipitoso di trovare al più presto la mia via di fuga temporanea. L’Europa del nord, gli U.S.A. le paradisiache spiagge delle Maldive…Salvavo pagine, aggiungevo siti fra i preferiti, stampavo i listini, mi bloccai. Era la soluzione ideale? Scappare sarebbe servito a qualcosa o solo a rimandare, <<NO!>> Gridai, quasi lo dicessi ad un altro fuori dal mio io; <<Non è questa la soluzione ai tuoi problemi, devi pretendere qualcosa in più >>. Mi guardai attorno, il pacchetto di marlboro soft mezzo sgualcito se ne stava lì, presi una sigaretta, la passai delicatamente sotto le narici per assaporarne l’aroma, l’accesi, inspirai una, due boccate intense e rivoltai il fumo verso quel vecchio monitor color panna, ormai superato da quei monitor fini e dal disegno accattivante. Mentre il fumo stava svanendo dallo schermo notai comparire il solito odioso messaggio pubblicitario, che il mio sistema non era riuscito a bloccare…come al solito, la cosa però m’incuriosì, non per l’aspetto in sé, in fondo era fastidioso come tutti gli altri pop-up, ma il messaggio al suo interno indicava una chat come la possibile svolta alle tue amicizie. Una smorfia più che un sorriso si stampò sul mio volto, un’altra boccata e questa volta diressi il fumo verso l’alto. Fra l’amareggiato e lo sconsolato mi domandai << Poteva un mondo virtuale, potevano essere parole sparate in un monitor, da chissà chi, la tua nuova dimensione? Poteva essere la risposta al tuo piccolo mondo petulante, ma reale? Figuriamoci!>> Mi restava ormai poco della sigaretta chiusi gli occhi per un attimo, mi proposi per un tiro veloce e spensi nervosamente il mozzicone sul posacenere a forma di tartaruga dalla testa mozzata. Spensi tutto e andai a dormire…
TK.....
17:45 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
20/11/2006
Aspettandoti
E quando arriverai non avrò paura,
mi presenterò a te con il solito vestito,
tu mi conosci bene, non ho bisogno di fingere.
Al massimo, per agghindarmi , userò la mia solita ironia.
E tu mi darai la mano per accompagnarmi nell'ultimo viaggio.
Promettimi però che lì potrò parlare,
non giustificarmi, ma solo dire.
Importante per me è la parola, ammazza il mio corpo ma, non il pensiero.
Fa che possa restare il ricordo di me nei miei cari.
Che non dimentichino:
le mie debolezze, le mie risate e le mie lacrime repentine.
Non voglio posti in prima fila "all'inferno" o "in paradiso",
preferisco averne uno che mia dia la possibilità di riscattarmi.
E perché no, di incazzarmi.
Non mettermi in lista di attesa, puniscimi subito e in maniera netta.
Di buon grado accetterò il mio stato, so già di essere imperfetta.
Odristella
20:05 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (12) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
27/06/2006
LE ROSE ROSSE
Le rose rosse resteranno qui,
rinsecchite e brune a ricordare.
Erano rosse, superbe nel loro portamento.
Le abbracciai pronta a quell'appuntamento.
Nel fogliame un biglietto;
le dita ferite, prima ancora del cuore,
macchiaron di sangue quello scritto infame.
Addio!
Una parola, ma mi sembravan mille.
Nebbia negli occhi.
Le rose rosse mi guardavano altere,
pensando che recassero parole vere.
Odristella
15:53 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
25/06/2006
Papavero
Tra cielo terso e terra bruna,
nel mare delle dorate spighe vivi fiero.
Felice,
sicuro come un bimbo nel grembo materno,
ti lasci cullare,
fletti il gambo e sollevi la corolla.
Sei nato libero,
fragile all'apparenza,
mostri la tua grinta con il rosso dei tuoi petali
ed altezzoso ti ergi fino a tarda sera.
05:56 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
24/06/2006
CENTO PAROLE PER UN LIBRO
Seguirò la scia del tuo profumo...Tremante ti prenderò fra le mie mani, un'amante delicata sarò per te.
Non conosco il tuo titolo, l'argomento, l'autore, l'unica certezza e che ti riconoscerò dalle tue prime cento parole.
Sarà subito amore! Solo cento parole per farmi sorridere, piangere, urlare, sognare, innamorarmi.
Come ad un amante leale, lascerò che tu condivida il mio angolo preferito ed a notte fonda, dopo essermi saziata di te, in un amplesso mentale sublime, dormiremo insieme il sonno del giusto.
Odristella
15:32 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
23/06/2006
Con gli occhi del cuore...
Rincorro così, senza tema, ogni piccolo anfratto della memoria, provando a dare un senso alla mia vita.
Di soppiatto, attenta che il mio respiro non mi tradisca, lascio quel letto che non mi da riposo e vago felice tra le vie della città deserta.
Torno là, dove ancora esiste la mia vecchia casa, d'incanto riecheggiano urla gioiose e la voce della mia mamma : - Smettetela di rincorrervi, vi farete male! - Sorrido e mi viene subito a mente, di quando piccina, a quella esclamazione seguiva il mio solito scherzo - Mamma, Filippo mi ha fatto male! - Ohi! Ohi! -
Che bello sentire la carezza leggera di lei, un abbraccio e poi un sorriso. Bastava così poco per sentirmi amata, quel suo gesto avrei voluto che si ripetesse all'infinito.
Possibile che dentro me fosse così vivo il ricordo?
Mi distraggo e vedo un vecchio, lacero, barba lunga, spalla curva e occhi bassi a guardarsi la punta delle scarpe, come fosse alla ricerca di chissà cosa.
Gli chiedo: - Cosa cerchi? - con lentezza inaudita egli alza appena la testa, poi con fare sorpreso mi dice - Non vedi anche tu come ridono le mie scarpe? -
Lo apostrofo non riuscendo a capire, ma d'un tratto tutto mi è chiaro, come me, sta guardando con gli occhi del cuore.
16:29 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
22/01/2004
Ancora una volta
E’ notte, ancora notte…
buia, fredda, ancora una volta amica.
Il silenzio mi avvolge e mi fa compagnia.
Scricchiola il passato,
cercando spazi nel presente,
mi cheto…
ancora una volta sono viva!
Odristella
11:29 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (8) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Ciao! Come stai?
Mi chiedo spesso se sono una diversa,
a emozionarmi per parole dette…
se è stupido versare una lacrima per una felicità che dura solo un attimo.
Basta così poco per far felice un cuore,
teniamolo a mente noi che freneticamente viviamo,
facendo finta che il nostro vicino non esista,
vergognandoci quasi,
di aggiungere al nostro frettoloso ciao…
un “come stai?”
Odristella
10:57 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
20/12/2003
Per questo Natale....
Per questo Natale
Voglio gridare Dio, tutto il mio dolore,
sapendo che nulla è, confronto al tuo.
Per questo Natale donami un po’ della tua forza,
mi vanterò con gli amici, di esserlo.
Tu solo saprai quanto son piccino!
Tu che vedi il mio viso,
anche se nascosto sotto un cuscino.
Donami la forza d’esser uomo,
solo questo ti chiedo, insieme al tuo perdono.
Tu sai, sono solo un Uomo!
Odristella
(Poche parole donate a voi tutti per augurarvi uno splendido Natale)
11:56 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
03/12/2003
LASCIA CHE SIA
Lentamente…lascia che sia!
Fa che entri un po’ di luce in questa stanza,
un raggio di sole ti raggiungerà,
disegnerà forme strane nei tuoi pensieri
e ormai desueto ai colori della vita,
so già che d’impulso la richiuderai.
Hai fatto male i conti caro amico,
ci sarò io, se vorrai, a prenderti per mano,
non sei più solo, in questa immensità.
Lentamente…lascia che sia!
Sarà per te come tornar bambino,
barcollerai, cadrai, ma non temere,
ci sarò io a sorreggerti a reinsegnarti.
Lentamente…lascia che sia!
Il sole è vita,
inonda il cuore e poi la mente,
puoi credermi, da forza a chi non ne ha.
Odristella
20:22 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
01/12/2003
L'UOMO CHE VORREI
L’uomo che vorrei…
occhi grandi, espressivi,
rughe fra loro che mi facciano capire,
quando nasconde mille domande.
Spalle forti su cui appoggiarmi,
così da non aver timore mai,
nemmeno di morire.
L’uomo che vorrei…
sia pure per addormentarmi,
avrà braccia pronte ad accogliermi e
dove posso accucciarmi.
Le sue mani saranno tenere
nell’accarezzare il mio viso,
pronte ad asciugare una lacrima
e a dar luce ad un sorriso.
La sua voce dovrà darmi calore
anche quando fuori fa freddo e piove.
L’uomo che vorrei…
Mi donerà il suo amore maturo,
ma con l’ingenuità di un bambino,
avrà la capacità di leggermi nel profondo,
interpretando silenzi e smarrimenti.
L’uomo che vorrei…
non avere paura,
esiste solo nel mio sogno.
Odristella
11:34 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (13) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
27/11/2003
GIOCHI STRANI
L’amore fa giochi strani,
ti prende quando non lo chiami
Ti fa saltare i pasti, a volte ridere come inebetito
ed ancora, piangere di felicità.
Ti fa vivere da nababbo senza un soldo in tasca,
saziarti di briciole, sparar cazzate credendo di esser vero.
L’amore fa giochi strani,
lo vuoi, lo pretendi, lo cerchi se non lo hai.
Lui bussa alla tua porta,
tu lo scacci e lo eviti se ti sfiora.
Attento però a non abbandonar la guardia,
sarà allora che ti che ti inebrierà,
come una piovra avvolgerà il tuo cuore,
facendoti conoscere l’immensità.
Odristella
20:37 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
26/11/2003
ASPETTANDO NATALE
Oggi niente poesie, sono qui solo per dire di essere triste da morire
che ho voglia di coccole e parole dolci, voglia di sentirmi amata per
come sono.
Per una volta vorrei poter avere senza dare, senza che mi si chieda
qualcosa in cambio.
Sarà perché il Natale è già nell’aria e la mente torna a qualche tempo fa,
non molto in fondo, solo qualche anno.
Non so voi, ma a me fa star di un bene, andar in giro per mercati e negozi, a
pensare a regali originali e belli da fare ai miei cari.
Così quell’anno al solito, avevo messo da parte un gruzzoletto da spendere.
Decisi di chiedere a mio figlio di accompagnarmi, ma lui disse: “Mà…quanto
Rompi! Lo sai che odio fare certe cose!”, allora mi rivolsi a mia figlia che
con un sorriso mi liquidò dicendomi:”Mami, sai che lo farei, ma ho tanto da fare
in questi giorni!"
Fu così che arrivò il 24, l’albero ancora da addobbare e il mio gruzzoletto ancora
tutto da spendere, il resto era ok…i dolci quelli tipici li avevo preparati ed
anche gran parte della cena, non mi restava che avere un passaggio per il centro,
giusto per guadagnar tempo, ma prima l’uno, poi l’altro e infine mio marito mi
chiamarono dicendo “Ci vediamo alle 20”, provai ad insistere con un fil di voce
“Ma…vorrei…” dall’altra parte un vago “Sì, va bene, me lo dici dopo”.
Lui, mio marito, era passato per qualche minuto, giusto il tempo di una rinfrescata
al viso, troppo preso a far auguri a destra e a manca, al mio sguardo rispose
infilandosi una mano in tasca e porgendomi delle banconote “Spero che ti bastino,
scappo, non ho tempo, ci vediamo poi”.
Avevo gli occhi gonfi di lacrime, mi sentii una mendicante, dove la richiesta
non è certo qualche banconota, bensì ascolto.
Di nuovo sola infilai il cappotto, decisa a camminare tanto, senza meta.
Per la verità, una meta l’avevo in mente, il più lontano possibile da chi non mi sentivo
amata, ma dove, come?
Camminai così per lungo tempo, spintonata da gente sorridente, con le mani occupate
da pacchetti infiocchettati ed io con gli occhiali scuri a nascondere le lacrime.
Lentamente tornai verso casa, si era fatto tardi e di lì a poco sarebbero rientrati tutti,
l’albero non era pronto, la tavola ancora da apparecchiare, almeno per quello avrebbero
notato la mia assenza.(mi dissi)
Giunta a casa presi carta e penna e scrissi grosso modo così…QUESTO E’ IL MIO
REGALO DI NATALE ”…chi vi scrive è quella Befana di vostra madre e moglie…
e visto che non vi siete accorti di me, in tutto questo tempo, permettetevi di farvi
i miei auguri più sinceri, ma non prima di avervi dato un grosso calcio in culo!”….
09:34 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
04/11/2003
CI VOLEVI TU
Un ‘intera vita trascorsa nella convinzione,
non sei capace di amare.
Un’intera vita trascorsa nell’ignoranza,
non riesci a provare un sentimento.
Un’intera vita a costruire palizzate di indifferenza.
Ci volevi tu faccia da schiaffi per distruggere le mie convinzioni.
Ci volevi tu per darmi la conoscenza.
Ci volevi tu per farmi abbandonare ogni resistenza.
Ora che so, grido…
Fan culo, bastardo!
Rivoglio le mie convinzioni, la mia ignoranza, le mie palizzate.
21:52 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (5) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
30/10/2003
cercasi...pittore
Pittore mi consenta di entrare nella tela,
dolcemente poggerò il capo fra l’erba del suo prato,
così d’aver sempre presente una speranza.
Fra i petali del rosso papavero,
metterò il mio cuore a riposare,
sicura che negli anni non perderà il fervore.
Il mio petto, lasciamelo fare,
vorrei poterlo adagiare vicino all’orizzonte,
immergermi nell’azzurro, fra cielo e mare,
mi sentirò così libera di sognare.
In fine, ma è essenziale,
ti chiedo il permesso di entrare nella bruna terra,
in essa tufferò mani e piedi,
senza riserva alcuna,
e quando abbattuta e stanca mi sentirò sconfitta,
tornerò a sperare, a infervorarmi ed a sognare,
con il naso all’insù, ma i piedi a terra.
Odristella
20:17 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
21/10/2003
TEMPESTA...
Magica massa informe si avvicina.
Mostri raccolti ad urlare la rabbia del mondo,
riversano su noi la linfa vitale.
Le nostre mani useremo per dissetarci.
Pittore intingi il pennello e colora questo cielo,
rendilo vivo, pulsante, squarcia la notte,
fa che mi parli!
Odristella
11:59 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
15/10/2003
Il cuore
Verità, sembro cogliere nei tuoi occhi.
Nelle tue parole solo bugie e tradimenti,
verità, sembro cogliere nei tuoi pensieri,
nei tuoi gesti solo rimorsi e ripensamenti.
Trabocca una sola certezza, il cuore.
23:59 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Onda
Ti vedo comparire all’orizzonte,
pacifica mi vieni incontro,
pochi secondi e ti manifesti.
Grande, più grande…
Cavalchi, scavalchi, ti impenni,
fiera continui la tua corsa,
ti vesti di bionda schiuma,
nascondi la tua forza,
poi…beffarda ti mostri,
schiaffeggi lo scoglio e ti ritiri.
Odristella
23:43 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Libertà
Spazi di luce mi avvolgono,
sento respiri affannosi rincorrermi,
mi tuffo fra le braccia della libertà.
Odristella
23:30 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Mani
Mani grandi forse piccole, ma sicuramente delicate.
Le dita toccano, in mille modi s’intrecciano e a loro modo parlano.
Nulla so di te,
unica verità è la tenerezza delle tue mani,
abituate a chiudersi in un pugno,
aprirsi in un saluto,
sporcarsi di terra e nello stesso tempo esser pulite,
e loro leggono nel passato per aiutarci a capire il nostro presente.
Mani prolungamento del cuore e del pensiero,
che dico sono esse stesse il cuore e l’anima….
Proteggile e se puoi adoprale per una stretta di mano.
Odristella
23:17 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
15/09/2003
I colori del tramonto
Perdermi nei tuoi occhi questo vorrei,
ritrovare i colori del tramonto guardando in te.
Mi riempirei del blu che profuma di mare,
del rosso acceso che mi fa sentire viva,
di sfumature di rosa che riaccendono il sorriso.
Perdermi in quell’abisso di colori sarebbe come
rinascere in te ed accorgersi che siamo una cosa sola.
Un tramonto di colori che ti sconquassa,
ti strazia, e poi ti appaga.
Odristella
17:33 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (9) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Stagione di vita
Cerco in ogni modo di ritrovare, in questo pallido sole,
il ricordo dell’estate ormai trascorsa.
Profumo di mare accompagnami e rendi,
in qualche modo, il mio futuro meno tormentato.
Parlare di futuro, alla mia età, sembra quasi un’utopia,
ma io ci credo ancora…per non morire.
Devo crederci!
Il mio passo è veloce,
la meta ancora dubbia e così, il mio incedere si fa meno frenetico,
rallenta, per assaporare tutto di quest’estate che sta per abbandonarmi.
Volgere lo sguardo indietro mai,
attorno sempre.
Occhi godete dello spettacolo della vita e
quando l’autunno diverrà uno stato,
ricordarle renderà tutto più sopportabile.
Sarà allora che il verde smeraldo divenuto color muschio,
il giallo oro trasformatosi in ruggine,
il rosso fuoco ormai porpora,
continueranno a darmi gioia e calore.
Odristella
17:22 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
25/07/2003
Un amico.......
Un amico ti ascolta, legge nei silenzi e fra le pause,
nelle frasi confuse, nei toni spenti e fra le fragorose risate.
Un amico sa quando stai male,
resta la tuo fianco pronto a raccogliere le tue lacrime.
Un amico partecipa ai tuoi fallimenti e turbamenti,
e se sgarri, è pronto a sferrarti un pugno.
Unica ricompensa, sarà per lui condividere la gioia certa,
che verrà…
alzare simbolicamente un bicchiere,
abbracciarti, per toccare con mano la tua felicità.
Odristella
Ad un amico lontano, che oggi gioisce!
17:25 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Che cos'è una madre
Che cos’è una madre se non un albero,
radici piantate nella terra dei suoi valori
tronco eretto e fiero,
a volte curvo ed esile, segnato dal tempo.
Che cos’è una madre se non un albero,
rami protesi verso l’universo dei suoi figli,
pronti a rinnovarsi con tenere gemme per rallegrarli,
a dar frutti per appagare la loro fame d’amore.
Che cos’è una madre se non un albero,
provate ad abbatterla,
lei vi riserverà ancora un sorriso e morirà,
per dare a te figlio, la possibilità di vivere.
Sono madre, ma questa poesia l'ho scritta da figlia, avrei voluto poterla donare a Lei
"mia madre"...sono solo riuscita a dirle "ti volglio bene"....in tempo per rubarle un ultimo sorriso (mi sarebbe piaciuto poter essere ladra di professione!)
Odristella
10:54 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
24/07/2003
Parole in libertà
DEDICATO
A chi come me è sempre alla ricerca di qualcosa,
e si sente insoddisfatto, inadatto…quante volte ti
capita di provare questa sensazione di smarrimento,
di porti domande senza riuscire a trovare delle risposte
adeguate, che ti possano in qualche modo aiutare nel
cammino della vita!
Quando mi capita, l’unico rifugio, per me utile, sono le
parole, parole scritte più che pensate…il bisogno irrefrenabile
di scrivere di getto tutto ciò che ti passa per la testa, così senza
pensarci su, e più ancora il bisogno che esse vengano scritte
su un foglio di carta, sentire il fruscio della penna che corre,
scorre e stride, sempre più veloce…nella disperata ricerca
di eguagliare la velocità del pensiero e ti accorgi che non è
la tua mano a farlo, ma il tuo cuore;
al termine della tua corsa…una dolce sensazione di pace,
lo star bene con se stessi…
perdonatemi lo sfogo se potete…Odristella
15:38 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
