27/06/2006

LE ROSE ROSSE

Le rose rosse resteranno qui,
rinsecchite e brune a ricordare.
Erano rosse, superbe nel loro portamento.
Le abbracciai pronta a quell'appuntamento.
Nel fogliame un biglietto;
le dita ferite, prima ancora del cuore,
macchiaron di sangue quello scritto infame.
Addio!
Una parola, ma mi sembravan mille.
Nebbia negli occhi.
Le rose rosse mi guardavano altere,
pensando che recassero parole vere.
Odristella

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25/06/2006

Papavero

Tra cielo terso e terra bruna,



nel mare delle dorate spighe vivi fiero.


Felice,


sicuro come un bimbo nel grembo materno,


ti lasci cullare,


fletti il gambo e sollevi la corolla.


Sei nato libero,


fragile all'apparenza,


mostri la tua grinta con il rosso dei tuoi petali


ed altezzoso ti ergi fino a tarda sera.


05:56 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

24/06/2006

CENTO PAROLE PER UN LIBRO

Entro, mai con un'idea precisa, mi avventuro fra gli scaffali certa che a scegliermi sarai tu, libro!

Seguirò la scia del tuo profumo...Tremante ti prenderò fra le mie mani, un'amante delicata sarò per te.

Non conosco il tuo titolo, l'argomento, l'autore, l'unica certezza e che ti riconoscerò dalle tue prime cento parole.


Sarà subito amore! Solo cento parole per farmi sorridere, piangere, urlare, sognare, innamorarmi.

Come ad un amante leale, lascerò che tu condivida  il mio angolo preferito
ed a notte fonda, dopo essermi saziata di te, in un amplesso mentale sublime, dormiremo insieme il sonno del giusto.

                            Odristella










15:32 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

23/06/2006

Con gli occhi del cuore...

          Quando il dì lascia spazio al crepuscolo e poggia la sua testa stanca sul cuscino della notte, io resto lì; occhi sbarrati a guardarmi dentro.


Rincorro così, senza tema, ogni piccolo anfratto della memoria, provando a dare un senso alla mia vita.


Di soppiatto, attenta che il mio respiro non mi tradisca, lascio quel letto che non mi da riposo e vago felice tra le vie della città deserta.


Torno là, dove ancora esiste la mia vecchia casa, d'incanto riecheggiano urla gioiose e la voce della mia mamma : - Smettetela di rincorrervi, vi farete male! -  Sorrido e mi viene subito a mente, di quando piccina, a quella esclamazione seguiva il mio solito scherzo - Mamma, Filippo mi ha fatto male! - Ohi! Ohi! -


Che bello sentire la carezza leggera di lei, un abbraccio e poi un sorriso. Bastava così poco per sentirmi amata, quel suo gesto avrei voluto che si ripetesse all'infinito.


Possibile che dentro me fosse così vivo il ricordo?


Mi distraggo e vedo un vecchio, lacero, barba lunga, spalla curva e  occhi bassi a guardarsi la punta delle scarpe, come fosse alla ricerca di chissà cosa.


Gli chiedo: - Cosa cerchi? -  con lentezza inaudita egli alza appena la testa, poi con fare sorpreso mi dice - Non vedi anche tu come ridono le mie scarpe? -


Lo apostrofo non riuscendo a capire, ma d'un tratto tutto mi è chiaro, come me, sta guardando con gli occhi del cuore.




         


16:29 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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