25/07/2003

Che cos'è una madre

Che cos’è una madre se non un albero,
radici piantate nella terra dei suoi valori
tronco eretto e fiero,
a volte curvo ed esile, segnato dal tempo.

Che cos’è una madre se non un albero,
rami protesi verso l’universo dei suoi figli,
pronti a rinnovarsi con tenere gemme per rallegrarli,
a dar frutti per appagare la loro fame d’amore.

Che cos’è una madre se non un albero,
provate ad abbatterla,
lei vi riserverà ancora un sorriso e morirà,
per dare a te figlio, la possibilità di vivere.

Sono madre, ma questa poesia l'ho scritta da figlia, avrei voluto poterla donare a Lei "mia madre"...sono solo riuscita a dirle "ti volglio bene"....in tempo per rubarle un ultimo sorriso (mi sarebbe piaciuto poter essere ladra di professione!) Odristella

10:54 Scritto da: odristella in Sapere e Libri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Molto bella anche questa, odri. Il fatto che tu l'abbia scritta come figlia significa che avevi compreso molto bene il legame che unisce una donna ai suoi figli. Ora lo sei anche tu, a tua volta, è la condizione bella di tutte le donne. Ti manderò il mio romanzo breve "L'umano sentire di gente comune", dove c'è una donna che è madre. E dove parlo di questo, di come la madre sente forse più del padre. Ti piacerà molto. Ciao, simpa.tico

Scritto da: null | 29/07/2003

odri sei fantastica in queste parole si comprende il tuo grande amore per lei forse mai riuscito pienamente a dimostrare. Non essere mai avara di "ti voglio bene" con nessuno che se lo meriti. Ti sentirai felice di averlo fatto. con affetto zya

Scritto da: zyalu | 15/10/2003

cara odristella questa poesia e' fortissima riconosco perfettamente quello che penso di una madre che sia degna di esserlo. penso a mia madre a quello che ha passato e sento di amarla ancor di piu'. ho la fortuna di averla ancora in vita. grazie odri di avermi ricordato mia madre che a volte la mia vita tende ad estraniare. comunque ne ho affianco una che e' un gioiello e quasta l'ho scelta per i mie figli. grazie odri.

Scritto da: ro.berto62 | 15/10/2003

ecco quello che invidio delle persone come te, la capacità di esprimere quello che senti nel momento in cui lo senti.
io sono riuscito a dire che volevo bene a mio padre solo quando la morfina di cui era imbottito non gli permetteva più di dedicarmi l'ultimo sorriso...
imparerò mai?
un bacio Adi, posso chiamarti così? Michele

Scritto da: perbaco | 10/11/2003

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